Personale di SABRINA NOTTURNO

Intrecci
Sabrina Notturno
“Non esiste una superfcie che sia bella, senza la terribilità degli abissi”
F. W. Nietzsche
Sotterranea. In occasione della mostra Intrecci Sabrina Notturno espone parte della sua
produzione artistica, cifra della quale è l’attingimento ad un sotterraneo metaforico e
metafsico, fno all’approdo ad una dimensione intimistica, laddove trovano dimora
tematiche e fgure legate ad un’indagine imprudente e al contempo virtuosistica.
La sua personale ricerca si concentra, perciò, nella ricerca di defnizioni e verità libere da
ossature logiche, e si esprime attraverso elementi che rappresentano una trasposizione di
fsionomia e di contenuto. Tra questi l’acqua, vista come elemento politropo che
permette il passaggio e incarna essa stessa molteplici passaggi di stato, è un comune
denominatore per i paesaggi interiori che Notturno proietta sulle sue tele. L’elemento
naturalistico incornicia l’indagine e assume una dimensione estetizzata ed idealizzante,
che unifca passaggi, stratifcazione e intrecci: un modus che rappresenta di per sé il
manifesto intellettuale dell’artista.
Sopravvivenze. Gli elementi protagonisti, come l’acqua, la cascata, la presenza animale,
la vegetazione, il mandala, vengono così sviluppati per mezzo di riletture, focalizzazioni e
capovolgimenti: come un’archeologia delle immagini, l’opera dell’artista permette di
porre l’attenzione su dettagli sempre da approfondire, da ricollocare, da
ricontestualizzare. L’esito è quello di una indagine su un sottosuolo metaforico e
metafsico, attraversato da antiche analogie e corrispondenze, intrecci fossili. Lo
spettatore è calato quindi in un’unica dimensione, di cui ogni opera rappresenta il
dettaglio e l’evoluzione, in una continuità di linguaggio e di visione.
Sabrina Notturno ci suggerisce perciò la presenza di una stratifcazione della sua e della
nostra interiorità, popolata da immagini che viaggiano sugli intrecci dei sentimenti,
dell’a-logico, delle sensazioni, intuizioni e visioni. Un continente nero tanto personale
quanto comprensibile, da cui l’artista restituisce suggestioni che si concatenano e che,
come il residuo dell’inconscio, talvolta ritornano nel corso della sua produzione, per
essere nuovamente elementi di indagine artistica e superfci di bellezza.
Sabrina Notturno lavora con l’incisione, la pittura, l’uso dei carboncini e della polvere di
tè nero, la scultura e la vetrofania. L’artista utilizza la materia, poiché la ama e ad essa si
rapporta con la continua sperimentazione di tecniche e utilizzi, dove l’esito è quello di
una produzione concreta, tangibile, materica, sentita.
testo a cura di: Elisa Danesin
Sabrina Notturno nasce a Treviso e si forma presso l’Accademia di Belle Arti a Venezia come allieva di Emilio Vedova.
Tra le altre numerose sedi che hanno ospitato il suo lavoro ricordiamo: Galleria Portanova 12 a Bologna, Magazzini del
Sale a Venezia, Galleria Arte 3 a Trieste, Archivio di Stato Centro Carlo Scarpa a Treviso, Palazzo della Gran Guardia
a Padova. Fonda con Claudio Massini e altri artisti il padiglione e foresteria per artisti P.Ar.Co Foundation a Casier.
Lavori in permanenza in diverse collezioni private e pubbliche tra cui: Sala Consiliare, Comune Dosson di Casier (TV);
Galleria dell’Artistico,”Acquisizione d’Arte Contemporanea”, Liceo Artistico Statale, Treviso; A.S.P. ITIS, Trieste;
Archivio di Stato Centro Carlo Scarpa, Treviso. Vive e lavora tra Treviso, Trieste e Padova.