Damiano Fasso è nato nel 1976 in provincia di Vicenza. Dopo la laurea in Lettere all’Università Cattolica di Brescia studia lingue e culture dell’Asia e si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia, diplomandosi nel corso di Decorazione. Le sue opere affrontano ironicamente la superficialità e le idee di incertezza, pericolo e precarietà che pervadono la cultura di massa contemporanea, facendo uso di differenti media, dalla pittura alla videoarte, dalle installazioni agli NFT. Le sue opere sono state più volte premiate ed esposte in diverse sedi: nel 2021 il Museo di Arte Orientale di Venezia gli ha dedicato una mostra personale; nel 2023 è stato tra i primi artisti italiani ad esporre delle opere digitali a Times Square; nel 2022 una sua opera è stata acquisita nella collezione permanente della Fondazione VideoInsight, mentre nel 2025 verrà esposta al pubblico un’opera creata per la Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace.
Testo critico di Charlotte Madeleine Castelli
Damiano Fasso
Il Neo-Pop come Linguaggio del Contrasto
Come curatrice del lavoro di Damiano Fasso, è con immenso piacere che introduco un artista che incarna con straordinaria precisione la tensione tra il visibile e l’invisibile, tra la sicurezza illusoria e il senso di pericolo latente che permea la società contemporanea. Pittore e fotografo pluripremiato con sede in Italia, ha conquistato il panorama artistico internazionale con la suacapacità di creare opere che sono specchi delle ansie collettive, ma anche portali verso mondi ricchi di simbolismo e significato. Il punto di partenza del lavoro di Damiano Fasso è l’immaginario neo-pop, un linguaggio visivo accattivante e immediato che, sotto la sua guida sapiente, si trasforma in un dispositivo critico.
Attraverso riferimenti che spaziano dalla Street Art ai manga, dai videogame all’arte orientale, Fasso esplora le contraddizioni di un mondo saturato di immagini e di stimoli. I colori vividi, le forme giocose e familiari, tipiche del pop, sono strumenti che l’artista utilizza per attirare l’osservatore, prima di condurlo verso una riflessione più profonda e inquietante. Uno degli aspetti più affascinanti della produzione di Fasso è il suo utilizzo di materiali simbolici come la polvere da sparo, elemento che porta con sé un’ambivalenza intrinseca: creatività e distruzione, protezione e minaccia. Questa scelta sottolinea il senso di precarietà che domina la contemporaneità, un’epoca in cui ciò che appare familiare e sicuro può improvvisamente rivelare un lato oscuro e distruttivo.
L’approccio multimediale di Fasso – che spazia dalla pittura alle installazioni, dalla videoarte all’arte digitale – amplifica ulteriormente questa ambiguità. Le sue opere stratificate creano un dialogo tra materiali e medium diversi, riflettendo la complessità del nostro tempo, fatto di sogni tecnologici e incubi sociali. Le composizioni di Damiano Fasso non sono mai puramente decorative. Attraverso il filtro del suo stile unico, l’artista affronta temi universali come il senso di isolamento, il consumo smodato di immagini, l’identità frammentata e la tensione tra l’individuale e il collettivo. Le sue opere si configurano come mappature di un immaginario globale, in cui la cultura visiva occidentale si intreccia con tradizioni orientali, generando un universo in bilico tra mondi reali e virtuali.
Con esposizioni in Italia, Europa e oltre, e con pubblicazioni su riviste di rilievo come ZirArt Mag, ACromo Magazine e Arte, Damiano Fasso si è affermato come una voce imprescindibile nel panorama artistico contemporaneo. È un artista capace di coniugare complessità concettuale eaccessibilità visiva, catturando l’attenzione di critici, collezionisti e un pubblico sempre più ampio.