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Achille PERILLI

Achille Perilli (1927-2021) ,pittore e teorico italiano,  è uno dei protagonisti dell’arte astratta del Novecento. Nato a Roma, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti e, fin dai suoi primi lavori, si è distintivo per la sua ricerca sull’astrazione geometrica e il rapporto tra forma e colore.

Movimenti Artistici
• Astrattismo e Movimento Forma 1: Perilli è stato uno dei fondatori del movimento Forma 1, che si sviluppò negli anni ’40 e ’50 come una risposta all’arte figurativa tradizionale. Il gruppo, composto da artisti come Alberto Burri, Emilio Vedova e Giulio Turcato, si impegnò a superare le convenzioni stilistiche del passato, esplorando nuove possibilità espressive nell’astrazione e nella materia.
• Astrattismo Lirico e Geometrico:
La sua ricerca si muoveva tra l’astrattismo geometrico e lirico, con un interesse per le dinamiche del movimento e la percezione visiva. Le sue opere cercavano di rappresentare l’energia e la vitalità attraverso la geometria, ma con un approccio che lasciava spazio alla libertà espressiva e alla fluidità del segno.

Contributi e Stile
L’arte di Perilli si caratterizza per l’uso di linee e forme geometriche dinamiche, spesso accompagnate da una forte sensazione di movimento. Il suo linguaggio visivo era incentrato sulla tensione tra ordine e disordine, trala forma strutturata e la libertà espressiva, evolvendo nel tempo verso una sintesi tra razionalità geometrica e intensità emotiva.
Nel corso della sua carriera, Perilli ha ricevuto numerosi riconoscimenti ed è stato esposto in musei e gallerie di tutto il mondo. Il suo lavoro ha avuto un impatto significativo sull’arte astratta italiana, contribuendo a definire una parte importante della sua evoluzione nel secondo dopoguerra .



Plus que nature (1969)

Olio su tela
81 x 100 cm

Provenienza: Galleria Rotta, Milano, Galleria Marlborough
Riproduzione pagina 39 del catalogo

“Plus que Nature” (1969) di Achille Perilli rappresenta un punto di svolta nella sua ricerca artistica, in cui l’astrazione e il rigore formale si fondono con una profonda riflessione sul rapporto tra arte e natura. Di seguito, alcuni aspetti critici dell’opera:

Contesto e Significato del Titolo

Oltre il Naturale: Il titolo stesso, “Plus que Nature” (più che la natura), suggerisce una volontà di trascendere l’imitazione della realtà naturale. Perilli invita l’osservatore a considerare l’opera non come una mera rappresentazione, ma come un’esperienza che supera il confine tra il visibile e l’astratto.

Sintesi di Ordine e Spontaneità: L’artista esplora il dualismo tra l’ordine rigido della geometria e la dinamicità della percezione, creando un linguaggio visivo che si pone al di là delle convenzioni naturalistiche.

Aspetti Formali e Stilistici

Geometria e Astrattismo: L’opera si caratterizza per l’uso di forme geometriche precise che, pur essendo rigorose, vengono disposte in modo da creare tensioni visive e spaziali. Questa scelta formale richiama le radici dell’Arte Concreta, ma al contempo apre a una dimensione più lirica e simbolica.

Uso del Colore e della Luce: La tavolozza e la gestione delle superfici evidenziano una ricerca meticolosa del contrasto tra elementi positivi e negativi, in cui il colore non è fine a se stesso, ma diventa strumento per evocare emozioni e riflessioni sulla realtà “oltre” quella naturale.

Critica e Ricezione

Innovazione Concettuale: I critici hanno spesso apprezzato “Plus que Nature” per la sua capacità di rompere con la tradizione, proponendo un’opera che si interroga sui limiti tra natura e artefatto. Questa tensione concettuale è vista come una sfida alle convenzioni estetiche dell’epoca, anticipando dibattiti successivi nell’arte contemporanea.

Dibattito sulla Formalità: Alcuni osservatori hanno sollevato interrogativi sulla possibile eccessiva astrazione dell’opera, definendola a tratti troppo formalistica. Tuttavia, questa “sterilità” apparente viene in realtà reinterpretata come una forma di rigore intellettuale, volta a distillare l’essenza stessa del processo creativo.

Influenza sul Pensiero Artistico: L’opera si inserisce in un percorso evolutivo in cui Perilli abbandona, o meglio trascende, il mero formalismo per abbracciare una visione in cui l’astrazione diventa veicolo di un significato più profondo, aprendo la strada a successive sperimentazioni nell’arte concettuale.

Conclusioni

“Plus que Nature” si configura come un’opera complessa e stratificata, capace di sintetizzare in un’unica composizione la tensione tra la ricerca scientifica della forma e l’anelito a un’esperienza estetica che va oltre il visibile. Achille Perilli, attraverso questo lavoro, non solo sperimenta con la geometria e il colore, ma propone anche una riflessione critica sul ruolo dell’arte nel reinterpretare e, in un certo senso, superare la natura. Questa dualità – tra rigore metodico e apertura poetica – continua a renderlo un punto di riferimento nell’arte astratta italiana del secondo Novecento.

Plus que nature 1969



I pittori del “Gruppo Forma 1”: Pietro Consagra,
Mino Guerrini, Ugo Attardi, Carla Accardi,
Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Piero Dorazio.
Roma, 1947
Autore sconosciuto





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